domenica

Spolpami con un cucchiaino.

Cucchiaino non ha fortuna con le donne. Non che sia brutto, questo no, ma non piace. Ha un modo di fare troppo buffo, il corteggiamento e l’approccio iniziale sono davvero la sua pena. I suoi amici, invece, se la cavano alla grande:
Coltello apre in due il cuore delle ragazze (che sono pesche nettarine) e fa ballare loro il rock’n roll acrobatico (le sbuccia a spirale e le fa girare attorno alla sua lama).
Forchetta, poi, non ne parliamo! Inforca le sbarbine (olive snocciolate) come un tanghero professionista e si diletta con più di una alla volta, che furfante!
Il povero cucchiaino invece, come dire, manca proprio di appeal.
Durante il Festival della Frutta s’avvicina a Uva (una grappolona viola bella polposa) e con fare docile cerca d’accarezzarle un acino.
Maldestro com’è, arriva a palparle il chicco a pieno cucchiaio e lei, inorridita, gli molla una sberla.
Sconsolato, s’incammina lungo una via deserta, a testa bassa.
Nessuna donna lo amerà mai con l’aspetto che si ritrova! E poi è sgraziato come un mestolo. Chi può innamorarsi di un minuscolo utensile incapace persino di ballare, figuriamoci se saprà mai conquistare una donna?
Mentre si lamenta tra sé e sé, avverte dei mugolii in lontananza.
Sulla riva del fiume una piccola Kiwi piange e tenta di strapparsi i peli di dosso.
Preoccupato per la salute della ragazza scende lungo la riva e va in suo soccorso.
-  Perché piangi? – le chiede con un filo di voce.
-  Perché sono piena di peli e brutta. I ragazzi non mi vogliono perché sono difficile da sbucciare. – a forza di singhiozzare Kiwi ha inzuppato tutta la buccia.
-  Io ti trovo carina, - azzarda Cucchiaino.
Kiwi drizza gli ultimi peli rimasti e strilla scalpitante – Carina???
-  Mo-mo-molto carina – riesce a balbettare Cucchiaino.
-  Giura sulla tua cromatura! – lo incalza lei.
-  Giuro su tutte le leghe dell’acciaio inox! – Cucchiaino è spaventato, ma allo stesso tempo felice che una donna desideri con cotanto ardore le sue lusinghe.
Kiwi raduna una centinaia di piccoli semi che ha in corpo e li dispone a raggiera nei punti strategici della sua polpa soda e dolce. Allunga le ciglia e sussurra:  - Non ci resta che farlo baby.
Cucchiaino suda freddo, non pensava che sarebbe accaduto tutto così in fretta, ma è sedotto dal sapore acidulo di quella femmina e le risponde allungandosi di qualche millimetro – Sono pronto darling.
-  Chi incomincia? – ansima Kiwi che intanto si è liberata da tutti i suoi filamenti.
-  Buttati in acqua che ci penso io! – cinguetta Cucchiaino che finalmente si sente un vero amatore, sicuro dei suoi attributi. 
Kiwi si butta nel fiume, mentre lui le salta sopra incastrandosi nella sua polpa. E’ davvero bello stare a galla sopra di lei, pensa dentro di sé.
Il viaggio prosegue fino al mare. Cosa fecero e cosa si dissero quei due ve lo lasciamo immaginare.
Possiamo solo dirvi che Kiwi dopo aver scoperto le gioie che si possono provare con un Cucchiaino non si è mai più lamentata dei peli superflui.



Morale della storia:  Chi l’ha detto che il kiwi si mangia con il coltello, che va sbucciato e mangiato a fettine? Questa è un’altra pruderie della gente bene. Io il kiwi me lo mangio con un cucchiaino. E’una goduria assoluta, mi permette di mangiarmi tutto il verde, tutti i semini, tutto tutto. Basta con queste regole regole, rigide rigide, che ci vengono imposte quando nasciamo, impariamo ad inventarcelo un pò da soli questo mondo, sennò come ci si diverte? Oibò.

2 commenti:

enrico ha detto...

anch'io!

antonio ha detto...

novella lina sotis con racconto annesso