mercoledì

Io non sono qui. Ho spento la luce.


Nelle notti con le finestre chiuse
Io fatico a dormire
E per questo ti scelgo
Tra le cose che ho messo sulla credenza.

Tengo sempre un secchio in camera
Per piangere sui miei errori
E mi specchio in quel cerchio
Che è il mio viso

Ti inseguo di notte
Quando i fumi dell’alcol
Non mi fanno reggere in piedi
Fin sugli zerbini delle porte addormentate

Io scavo la terra dura dei vasi
Cercando i tuoi semi
Feticci ispirati da mille ninna nanna
I travagli di un attesa esasperata.






Se mi dicessero « sei un cerchio »
Smetterei di fare le bolle in aria
Se mi dicessero « no, tu sei un rombo »
La farei finita con le cantilene e suonerei
Alla porta del vicino in cerca d’asilo.

Ma nessuno sa dirmi chi sono
e nella tinozza non trovo la mia immagine riflessa.
Allora prendo il telefono e grido: “Lasciatemi sola”
quando avrei solo bisogno di una coperta.

Io cerco una forma geometrica
Per delimitare la mia esistenza
Io sbordo tutta
Riesco a trattenermi così a fatica
Che non desidero altro che una figura entro cui riposare.





1 commento:

Cristian ha detto...

non è ipocrisia se dico incantevole ... sei tu l'autrice di questa poesia?