giovedì

Donne sentimentali

Quando vado in libreria mi tengo lontana dalla montagnola delle ultime uscite. Non è una questione di gusti o di sfiducia, questo no, è solo che detesto le prime edizioni, quei tomi da tavolo così pesanti e inspiegabilmente troppo costosi. Amo i libri piccoli con belle copertine colorate o bianche, bella grafia e discrezione.


Anche perché, e questo è un pensiero mio non fondato su indagini di mercato né da conoscenze economiche acquisite, ogni mese un autore cade nell'ombra a favore di uno sconosciuto novello che impila la sua faccia lucente all'entrata di ogni Feltrinelli. E questo non è buono.

I libri vanno scovati (cioè ci vuole un lavoro più o meno lungo di ricerca, per creare attesa), vanno guardati attentamente (dobbiamo essere piacevolmente colpiti dalla copertina) e poi non bisogna mai andare a tentoni (Cristo! Bisogna almeno sapere con chi si ha a che fare,no?).

Giorgia finge d'ascoltare la mia elucubrazione sofferta mentre gironzoliamo per i reparti cercando un libro da regalare a Piero. Lei è per un Travaglio o, peggio, per l'ultimo di Sandro Veronesi che io non conosco ma ho il sentore sia una menata pazzesca.
Poi le porto le mie due hits del momento.
- Che l'è?
- Marias, un genio.
- Ma vaaaaaaaaaaaaaaaa!
- Sob.
Come è andata a finire poi possiamo immaginarcelo. Ci siamo messe d'accordo - ed eravamo veramente entusiaste - su uno dei primi dell'antologia di Sophie Kinsella sul generis I love shopping ma molto più sciocchino. C'erano anche degli adesivi da attaccare sul diario! Poi lo
porteremo a cena fuori.
Marias, tra le altre cose, ha scritto dei libri bellissimi. Lo amavo teneramente questo scrittore ispanico finché non ho trovato su Google la sua faccia da spagnolo incanutito che mi ha un pò spaventata. Ora lo sto assimilando e piano piano lo accetterò di nuovo, cioè, mi fiderò ancora di lui.


Dicevo che i suoi libri sono belli. Sì, Marias se ne fotte del paesaggio, non riempie pagine di descrizione di gladioli sul balconcino, di pioggia annunciatrice di sventure e di erbetta di praterie dove l'occhio si perde all'orizzonte. Per fortuna ci risparmia tutto ciò per narrare solo delle vite dei suoi personaggi. I quali parlano a fiotti, si riversano sul lettore tutti insieme o magari stanno sempre zitti, concitati, agitati e tristi, senza prendere il respiro, senza chiederti mai hai capito? Procedono spediti e poco importa se tu li segui. Ma alla fine li segui perché le loro vite ti s'incastrano addosso e non fanno che tirarti dietro con loro.


Se ti piace questo tipo d'approccio, quello del flusso di coscienza per intenderci, quello dell'amico sbrodolone che attacca la pezza per un'ora senza interruzione, beh, allora ti piace Marias.


Non sono una che vende libri, li regalo, come ho detto. Riverso qui il mio amore per Marias perché stamane è ancora più freddo di ieri, io non ho un lavoro e sono qui a casa a leggere. Vorrei aumentare il suo fatturato, capitemi.
Si chiama amore per il prossimo.
O megalomania.
O sentimentalismo.
O mancanza di un obiettivo nella vita.
O perdita del baricentro.
O o.

1 commento:

clodia ha detto...

Mi piace un sacco seguire i tuoi consigli per le mie letture... Non sbagiano mai.
Sono appena tornata e sono qua a leggerti. Ho voglia di vederti, di raccontarci un pò di cose.
Ti abbraccio