sabato

Ballate non pagate

Io sono una cantante libera
sono un'entusiasta del pensiero
mi inerpico su teneri arboscelli
e dico che sono alberi grandi.
Patisco di questi abbagli dolcissimi
patisco di questi abbagli
ma poiché sono imprecisa
gravito sempre verso il dubbio
sulla santità di Caino.

Dopo la notte che è stata ieri, voglio riposo. Mi riprendo a fatica è vero, ho bisogno di dormire letarghi di sonno infiniti e aspettare che i miei piedi decidano di rimettersi le scarpe.
Da quando Tung se ne è andato non esco mai prima delle 18,45.
E quindi mi ritrovo a vagare di notte cercando ancora una lavanderia aperta o un ufficio postale o un bar che abbia bomboloni freschi.
Giorgia mi ha chiamato da Goteborg. Dice che è caldo e ci sono un sacco di parchi. Ama il verde lei che non lo può avere. Io invece mi stanco dell'erba secca e della terra polverosa; non sopporto nemmeno le connessioni lente, i ritmi spossati e il pressapochismo attorno al mio computer.
Piero continua a latitare i miei lidi e dice di essere in Costa Azzura. Io non gli credo, ma non gli chiederò di mandarmi una cartolina.
Dopo la notte che è stata ieri, voglio comprare una barca e solcare le paludi del mondo. Mi piace galleggiare sulle superfici, stare a pelo delle cose, cavalcare i delfini. Ma il problema fondamentale sono i braccioli: la plastica m'irrita la pelle e il mio baricentro è troppo basso per poter sperare nella sospensione delle braccia; sono queste gambe così piene di sangue che mi tirano verso il fondo.

1 commento:

Cristian ha detto...

sono queste gambe così piene di sangue che mi tirano verso il fondo ... bello, mi piace .... mi piace come scrivi ... forse mi piace anche la tua doppia personalità ... (spero tu abbia solo questo blog ... potrebbe essere pericoloso altrimenti) ... ah, un ultima cosa dato che cmq questo post è abbastanza inutile ... ricordati dell'uomo col rastrello e di non cagare nell'uscio di casa ... specialmente se non è casa tua!!! ;)