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giovedì
Favola popolare
Nelle notti insonni sogno mio padre.
Ha un casco integrale in testa con la visiera scura,
guarda i miei piedi.
Allungo una mano ma non lo prendo
sono bruma spessa e inconsistente.
Nelle notti insonni mi metto sui talloni
e danzo il ballo dei pinguini.
Dopo tutto quel da fare spazzo
via la foschia dai cuscini e con i fili
dei miei pensieri costruisco un'amaca.
Non è facile lasciarsi cullare dalle lusinghe
dell'inesperienza, vagolo furibonda
nel mare dell'insistenza
dei mostri terribili
neri barbuti anchilosati
che mi fannno urlare e cadere
dalla finestra.
[ Collage di Alice Colombo ]
Baci rubati all'agricoltura
Conosco la storia di una donna che si era chiusa in casa
perché in paese si mormorava contro di lei.Aveva lenzuola troppo bianche
o forse
i gerani si erano allungati un pò troppo
oltre la morale?
C'è da dire che in paese
anche il vestito nuovo del cocchiere fa sgolare.
Da quale pianta è nata l'invidia?
- si chiedeva quella donna.
Nel mio campo ho seminato tante erbe
alcune cattive altre generose
ma mai, mai, questo arbusto di livori.
Che sapore avrà?
Il suo-futuro-marito-in-guerra le scriveva di non preoccuparsi,
un giorno sarebbe tornato a casa con un sacco di docili sementi.Alla fine lei è morta per non avere mai potuto fare l'amore con lui.
***
Spesso mi chiedo dov'è che si compra l'invidia.
Ci rimango male, perché sono sempre l'ultima
a sapere degli sconti.
Eppure ce ne sono così tanti di aliti pesanti.
Che stagioni!
Io sono nata sotto i fagiolini
e ho un nascondiglio blu
dove tinger
le vesti di compassione.
Lo confesso solo ad Arnaldo:
il fiele amaro è un lusso
che non oso concedergli.
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domenica
Preghiera domenicale
La domenica è il giorno peggiore per piangere sulla propria sindone.
Non c'è niente da fare - dice il dottore - il mal domenicale non glielo posso curare.
Ma che vada fuori dai piedi quello stupido con gli occhiali!
Io non mi voglio rassegnare.
Sul Naviglio i ristoranti si riempiono di cappelli. Tutti a fare la fila per un gelato.
Io di domenica sto sempre chiusa dentro la mia stanza, spengo la luce e accendo la vanità alla televisione.
Ma poi arrossisco e mi attacco al telefono, collego il computer, alzo la radio, mi connetto con Dio e con le mani aperte io elemosino un bacio.
Non c'è niente da fare - dice il dottore - il mal domenicale non glielo posso curare.
Ma che vada fuori dai piedi quello stupido con gli occhiali!
Io non mi voglio rassegnare.
Sul Naviglio i ristoranti si riempiono di cappelli. Tutti a fare la fila per un gelato.
Io di domenica sto sempre chiusa dentro la mia stanza, spengo la luce e accendo la vanità alla televisione.
Ma poi arrossisco e mi attacco al telefono, collego il computer, alzo la radio, mi connetto con Dio e con le mani aperte io elemosino un bacio.
martedì
Lo gnomo sulle spalle
Ha suonato alla porta ed è stramazzata su un lato.
Povera pazza, non ce la faceva più a sentire i miei comizi.
E così ha detto da sotto una mano
- mi faccio un sonnellino da te.Quando siamo così stanche, prendo la fisarmonica e suono la Marsigliese
per farle arrivare i profumi della lavanda selvatica.
Lei dorme sotto le coperte rosse
occhi rivolti alla Madonna.
Io continuo a sfasciare gli specchi,
a tormentare i miei vicini
- I vostri fiori sono secchiSotto al pianerottolo giovani menadi socievoli
i vostri zerbini hanno le zecche.
gemono tra alterazioni scatologiche e centri-tavola con merletti
faccio di tutto per complicare
il linguaggio, per confonderle
mentre scorro le loro foto sotto i miei polpastrelli.
- La morale ti rende ferocediceva il bambino, quando non aveva altro da lamentarsi.
A chi mi fa il verso dietro le spalle
io rispondo che non porto nulla addosso
se non la malizia blasé di stolti abbagli.
giovedì
Sbavature di grey
I grey profumano di Cantico dei Cantici.
I grey sanno tutti l'inglese, they feel so fluent a parlare con il resto del mondo e galoppano senza fatica qualsiasi tipo di metropolitana e trasporto extraurbano.
I grey sbavano più di chiunque altro.
Dormire sui loro cuscini è davvero una prova di coraggio.
I grey non nascono anche nani, ma molti di loro usano degli alza tacchi.
S'incontrano nei bar a leccare il sottotazza del cappuccino e viene da chiedersi, mentre si appoggia l'ombrello, se un pò di revanscismo faccia al caso nostro per sgominare il malcostume.
I grey sanno tutti l'inglese, they feel so fluent a parlare con il resto del mondo e galoppano senza fatica qualsiasi tipo di metropolitana e trasporto extraurbano.
I grey sbavano più di chiunque altro.
Dormire sui loro cuscini è davvero una prova di coraggio.
I grey non nascono anche nani, ma molti di loro usano degli alza tacchi.
S'incontrano nei bar a leccare il sottotazza del cappuccino e viene da chiedersi, mentre si appoggia l'ombrello, se un pò di revanscismo faccia al caso nostro per sgominare il malcostume.
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venerdì
Se ne vanno di notte
Se ne vanno di notte
gli amanti feriti se ne vanno di notte
Tre, quattro valigie riempite
con l'affanno
due borse sulla spalla
un sacco per le scarpe
anche lo spazzolino e il cappello
niente ci lasciano
tutto ci portano via.
In questa casa, in Piazza XXIV maggio
si rimane così, con un gran silenzio in mano.
Sciolgo il cordino appeso alla porta
una vecchia promessa di primavera.
Amore che vieni amore che vai.
gli amanti feriti se ne vanno di notte
Tre, quattro valigie riempite
con l'affanno
due borse sulla spalla
un sacco per le scarpe
anche lo spazzolino e il cappello
niente ci lasciano
tutto ci portano via.
In questa casa, in Piazza XXIV maggio
si rimane così, con un gran silenzio in mano.
Sciolgo il cordino appeso alla porta
una vecchia promessa di primavera.
Amore che vieni amore che vai.
martedì
Il mio cuore puzza di chiuso
mercoledì
Praticamente a ritmo continuo
Hai presente Pippo,quando parte un twist e tu cominci a sbattere il piedino con sopra la gamba accavallata e tieni il ritmo? O non hai presente neanche questo visto che tu non balli e non accenni nemmeno a roteare il bacino? Te lo spiego un po' io cos'è 'sta storia tra me e te.
Vedi, la maggior parte delle cose che non abbiamo fatto avevano un sottofondo musicale.
Vedi, in quel film a cui tu hai partecipato in veste di pupazzo inanimato e io come ragazzina impazzita e logorroica col pupazzo di pezza che sorride fintamente, c'era della musica.
Vedi, mio adorato, io la sento ancora quella musichetta: persino quando ti telefono e mi metti in attesa dieci minuti, e pure ora, che ti ho svelato tutto in un sms molto lungo, proprio ora che aspetto una risposta, che ti do tempo ancora due ore e poi ti richiamo e sclero, beh...pure ora c'è un ritmo continuo di sottofondo.
martedì
Prepararsi per un colloquio
Hai cenato la sera precedente con la mamma al ristorante e lei non sta più nella pelle dall’emozione.
Insomma. Mi metto questo pantalone, ultimi ’90, nero, a sigaretta, con piega frontale. Sono veramente old-fashioned e in un certo senso rispetto il mio gusto demodé.- È la tua occasione figliola, finalmente fai qualcosa per cui hai studiato! Oramai non avevo più speranze e comunque, quell’università, Scienze della comunicazione, perché diavolo promette così tanto se poi siete tutti disoccupati?
- Appunto mamma, non è ancora cambiato nulla, non mi hanno ancora preso, la gufi troppo e mi agiti!!!
La giacca ce l’ho, ma le camice dunque, come devo fare? Non sono di moda da cinque anni e quelle dell’adolescenza riflettono uno stile country che non mi s’addice proprio. Ma come facevo a portare quelle fantasie esasperanti a fiori e quegli spacchi sui fianchi!
No, mi sembro una betonica: i pantaloni li cambio. Opto anche per un dolce vita.
Venti minuti alle undici. Ne impiegherò 25 come minimo per arrivare e parcheggiare.
Questi sono i due suoni che si alternano a seconda del materiale che sta a terra.
Ciottoli, piastrelle, cemento. Cammino su e giù con le mie scarpe beige e faccio rumore.
Prima o poi dovrò portarle dal calzolaio. Hanno un po’ di tacco e d’aspetto sono mediamente formali; posso abbinarle con vari tipi di jeans e metterci sopra golfini color pastello.
Ho scelto comunque una gonna sobria. Quel basic che non sbaglia mai, a prescindere da chi ti intervista: che sia un bifolco o un raffinato.
È un bifolco.
Ma solo nella forma.
A dispetto di me ha azzardato con una camicia a scacchi sulle tonalità del rosso e i bottoni country, quelli di finta madreperla a click. Ha le maniche tirate su fin sopra i bicipiti e due occhi che gridano riposo.
Devo essere mimetica. Devo essere come la carta da parati del palazzo, perfettamente integrata con the crew, devo essere entusiasta del mobilio spicciolo della mia futura gabbia creativa e sorridere.
Ammonisco me stessa: non urtare con la tua eleganza l’armonia degli uffici, passa davanti alle porte dolcemente e non commentare senza motivo. Sii economicamente una piuma e proficuamente indispensabile come l’acqua nei termosifoni.
Ho scelto comunque una gonna sobria. Quel basic che non sbaglia mai, a prescindere da chi ti intervista: che sia un bifolco o un raffinato.
È un bifolco.
Ma solo nella forma.
A dispetto di me ha azzardato con una camicia a scacchi sulle tonalità del rosso e i bottoni country, quelli di finta madreperla a click. Ha le maniche tirate su fin sopra i bicipiti e due occhi che gridano riposo.
Devo essere mimetica. Devo essere come la carta da parati del palazzo, perfettamente integrata con the crew, devo essere entusiasta del mobilio spicciolo della mia futura gabbia creativa e sorridere.
Ammonisco me stessa: non urtare con la tua eleganza l’armonia degli uffici, passa davanti alle porte dolcemente e non commentare senza motivo. Sii economicamente una piuma e proficuamente indispensabile come l’acqua nei termosifoni.
E intanto aspetta.
venerdì
SexyÜtopia
Momento I
Siamo io e Piero di fronte. Ci guardiamo dritti un minuto e poi iniziamo a commentarci:
- Te la tagli quella barba? ti fa vecchio...- Guarda che non sei messa meglio, hai delle occhiaie!- Fammi un caffè dai, che mi riprendo un po'- No, fammelo tu, che mi piace fare il fidanzatino...- Ecco bravo, allora lo fai tu e poi lavi le tazzine!
Momento II
Intimità tra amici. Bene, tuffiamoci.
- Oh, permetti alla mia spada di giada d'inserirsi nel
tuo fodero di seta!- Oh oh, Indomito Scudiero non spaventare la
mia fenice palpitante con cotanto ardore!- Ah, che festicciola letteraria e scopereccia ti
farei!- Ah ah ah quale profondità di pensieri mi doni e con quanta
foga mi punti il tuo desiderio nella pancia!
Momento III
"Allo stato brado, la verità è fluida, sdrucciolevole,
errabonda, fuggevole, promiscua, caleidoscopica e bella", Rob Brezsny 2006
errabonda, fuggevole, promiscua, caleidoscopica e bella", Rob Brezsny 2006
Piero mi parla di un'altra sessualità. Quella ridotta in scala 1:10.000, sfumata, diluita, ma non per questo meno vera, passionale e appagante di quella "intera". Lui mi dice che si chiama semi-sesso o sesso tra amici (ma la seconda la fa solo intendere perché sa che mi irrita) e che è un coinvolgimento non strettamente sessuale. E' un contatto empatico soprattutto, e scaturisce dalla voglia di condividere con l'altro un'intimità comune. E' il nuovo sesso che mescola le realtà ibride, che confonde reale e fantasia. E' molto più di quello on-line, è poliamorismo, è un no-limits di delirio emozionale che il giorno dopo sparisce e fa ritornare tutto alla normalità.
E mi racconta la sua prima volta.
E mi racconta la sua prima volta.
Momento ultimo- Sono in macchina fermo che aspetto Giorgia in Piazza Cordusio.Sono assorto nei cazzi miei. Improvvisamente violente pestatecontro il finestrino mi spaventano e fuori una ragazza
imbestialita mi sclera addosso e m'impreca di andarmene che deve uscire
con la macchina. La guardo uscire di sè.- Voglio andare a letto con lei. Però se non lo faccio è
uguale. Insomma nella misura del possibile desidero stare in una posizione
equa nei suoi confronti. Non voglio spingere nessuno a fare niente, né essere
spinto. Mi basta sentire la sua presenza vicino a me, la sua punteggiatura
intorno a me.
"L'introspezione falsifica tutto", Andrè Gide 1869-1951
Mi sento confusa e profusa di un amore provvisorio e scremato nei confronti del mio amico.
Che bella visione del mondo mi offre! Anch'io credo fermamente nel potere sciamanico degli organi sessuali e mi piacerebbe salvare il mondo a sferzate orgasmiche, ma purtroppo è solo un'utopia.
Non si può andare a letto con gli amici.
Tu ci provi a non pensarci, a rilassarti, a congiungerti con le ninfee e Pan, a correre nuda per lo stagno per essere catturata da una mano pelosa e secca che ti vuole sfinire, a divincolarti e salire in sella al levrerio del tuo amico che per caso passava di lì, a dirgli grazie, a lodare le sue forti braccia che ti hanno sollevato, a farlo sentire un grande uomo, a dirgli sì, non sei poi tanto male, ma alla fine non ce la fai più e vuoi andartene.
Ritorneresti quasi a piedi e magari ti piacerebbe che l'uomo dalle gambe caprine ti assalisse di nuovo piuttosto che spiegare all'amico che con lui il semi-sesso sarebbe deprimente e il sesso intero allucinante.
Ma poi ti fai prendere dai soliti pietismi e non hai il coraggio di deriderlo e assecondi i suoi giochetti intimisti e gli dici:
Il desiderio immane di connessione ultra-sensoriale, il famoso sesso utopico e l'appagamento permeante che Piero osanna da un 'ora entra finalmente in atto:- Io ho una mente che è più grande del resto di me, una
coscienza inesorabile.- Eddai Mina...Esplodiamo in un giubilio vorticoso di
violenza!- Non riuscirei mai a tirare fuori l'animale, è inutile
Piero, mi viene da ridere...- Ascoltami: tu sei una creatura mostruosa a sette dimensioni
che scopa da dio e ha tanta voglia che non sa più che farsene!- Non si presuppone alcuna penetrazione, vero?- Stai scherzando?!?! Ma dico, che cazzo hai capito! Guarda, non ti tocco nemmeno,
sto qui e tu lì. Per Dio!- Scusa, non avevo capito, così va bene?- No, un pò più distesa quella gamba, ecco così va bene.
lui seduto che accarezza la mia caviglia con un dito, io distesa e totalmente vestita, con un occhio alla tv muta e lui di nuovo, instancabilmente, che si racconta e si ripete, che si perde in vagheggiamenti psico-astrologici e mi lascia, come ogni volta, abbacinata.
Ramina e Piero ringraziano Anais Nine Rob Brezsny per le
suggestioni letterarie.
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domenica
Che tu sia per me un übersexual
Entriamo.Colore predominante: bianco. Livello d’allegria: esagerato.
Familiarizziamo con coraggio.
Ci sono i ragazzi che ti abbordano anche se posi lo sguardo su di loro per sbaglio. Hanno quella colonia nauseabonda avuta in omaggio dal ferramenta quando hanno comprato il trapano. Ad ogni modo, sono vistosamente appassionati di nuove tendenze: indossano infatti un jeans branded con cintura importante, slip emergente con elastico-slogan che li identifica (alle volte si è assistito anche a personalizzazioni estreme tipo Rino ama la gnocca), una scarpa di ghisa lucente la cui punta richiama intenzionalmente gli stivali di John Wayne.
Sono loro che alzano esponenzialmente il tasso d’euforia del locale, loquaci e sudati ti parlano molto, troppo vicino alla faccia e l’odore che senti non è certo quello dei boschi in autunno. Non dicono quasi mai nulla di interessante, ma non ti ascoltano neppure, presi come sono a giocarsi tutto nelle prime quattro battute d’attracco citando Vasco o pescando nel Frasario Del Borazzo Di Costiera qualche frase deplorevole.
Secondo la sociologia dell’intorto questo genere masculo non soggetto all’estinzione si definisce retrosexual (o paleosexual).
Dopo avere schivato il primo gruppetto appostato all’entrata, negli angoli bui e meno battuti si trovano i ragazzi-vetrina, quelli che non ci proveranno mai perché loro ce l’hanno dorato e molto molto pulito. Gli orecchini, le ascelle depilate e il pareo hanno permesso di sdoganare la figura dell' uomo mascolino e rude dal suo lato femminile accorto. Ecco che cerette, trimmer, creme per il viso e lampade sono gli argomenti topic su cui puntare se si vuole impugnare la loro spada preziosa. Ridere molto e con frequenza, anche senza apparente motivo. L’immagine speculare della loro donna perfetta è La Sciampista, versione femminile di un certo gusto nevrotico nell’indossare le marche, nell’esporre scritte, catene, crocifissi, diamanti e lingerie in acrilico.
La sociologia dell’intorto li chiama metrosexual e descrive questa moltitudine proliferante di egocentrici come individui dall’angosciante superficialità.
E poi arrivano i nuovi. I ragazzi sensibili che hanno superato la superficialità del metrosexual mantenendone però lo stile: niente più shopping compulsivo ma acquisto ragionato di pochi ma eleganti capi. Sì ai cosmetici ma senza eccessi. Belli naturali, belli puri.
Dopo avere schivato il primo gruppetto appostato all’entrata, negli angoli bui e meno battuti si trovano i ragazzi-vetrina, quelli che non ci proveranno mai perché loro ce l’hanno dorato e molto molto pulito. Gli orecchini, le ascelle depilate e il pareo hanno permesso di sdoganare la figura dell' uomo mascolino e rude dal suo lato femminile accorto. Ecco che cerette, trimmer, creme per il viso e lampade sono gli argomenti topic su cui puntare se si vuole impugnare la loro spada preziosa. Ridere molto e con frequenza, anche senza apparente motivo. L’immagine speculare della loro donna perfetta è La Sciampista, versione femminile di un certo gusto nevrotico nell’indossare le marche, nell’esporre scritte, catene, crocifissi, diamanti e lingerie in acrilico.
La sociologia dell’intorto li chiama metrosexual e descrive questa moltitudine proliferante di egocentrici come individui dall’angosciante superficialità.
E poi arrivano i nuovi. I ragazzi sensibili che hanno superato la superficialità del metrosexual mantenendone però lo stile: niente più shopping compulsivo ma acquisto ragionato di pochi ma eleganti capi. Sì ai cosmetici ma senza eccessi. Belli naturali, belli puri.
E sono soprattutto questi giovani, gli übersexual, che ascoltano le donne invece di cercare di sottrarre loro la crema idratante prima di andare a corteggiarne un' altra.
Ce ne sono abbastanza.
Sono quelli timidi in jeans attillati e occhiali da intellettuale, gli anti-macho con un po’ di gobba e la maglietta logora.
Ce ne sono abbastanza.
Sono quelli timidi in jeans attillati e occhiali da intellettuale, gli anti-macho con un po’ di gobba e la maglietta logora.
Quelli dal malumore cronico, con un passato problematico sulle spalle, con paranoie amletiche sulle labbra, con una tristezza nell’animo che ti verrebbe da allattarli.
Adesso sono loro che vanno per la maggiore, forse perché ancora una novità.
Adesso sono loro che vanno per la maggiore, forse perché ancora una novità.
Te li vedi davanti che ti raccontano del primo viaggio sulla Luna e di come avrebbero voluto vivere quel momento con più consapevolezza, li ascolti cantare una canzone che hanno scritto per la figlia che devono ancora concepire e poi ti fai accompagnare a casa, lasci che ti guardino con profondità, che ti prendano il viso tra le mani e che ti bacino sulla fronte.
Dicendoti solo, Buonanotte.
Dicendoti solo, Buonanotte.
martedì
Di ragazza di campagna. Decisamente. E ancora inesperta di gusti e smanie da città.
Se ne è accorta l’altra settimana mentre faceva la spesa all’Esselunga.
Cercava la carta Scottex per la casa ma c’erano solo formati extra-large: lei voleva una confezione piccola e maneggevole.
No no, non ci siamo capiti - dice il commesso - quello è il formato tradizionale. - Ah – fa lei.
A Milano gli Scottex non sono “normali” ma enormi per larghezza e spessore. Non un pezzo quadrato della grandezza ordinaria di un tovagliolo ma una sberla, bislunga e spessa, che farebbe da bavaglio ad una balena. Embé - sospira lei – che sia.
La singolarità più inquietante che ha scoperto delle sue amiche cittadine, nate e cresciute sempre in questa città, è il loro rapporto con gli animali. In particolare con i gatti.
Queste ragazze sono gatto-smaniose, gatto-impazzite, gatto-ansiolitiche.
Hanno tra le mani un essere a loro sconosciuto e non sanno come maneggiarlo. Perdono la testa, lo adorano più di un essere umano. Lo coccolano e lo portano a passeggio come si fa con i cani, lo lavano e lo pettinano giornalmente. La pulizia dei denti? Incredibile ma è vero.
Pettorine, guinzaglio, maglioncini di cashmere, casette con finestra, gadgets d’ogni sorta per affilare le unghie; per non parlare di cibi biologici e acqua povera di sodio e - mondiè - lassativi.
Oggi pomeriggio mentre sceglieva un olio per massaggiare il corpo in un negozio Erbolario la titolare le attacca bottone parlando della sua gatta e di come fosse difficile smuoverla da casa.
Mici la Micia vive sopra l’armadio della signora (giovane e single, confida) in una casetta per gatte con porta la quale - Mici stessa esige - deve essere sempre chiusa. È gelosa e non ama gli ospiti. Fa il muso due giorni interi se la padrona invita qualcuno a casa.
Pensare che la sera prima aveva invitato un amico! Costretto sulla soglia a familiarizzare con Mici per poter entrare e poi sottoposto allo sproloquio della giovane donna single su ciò che a Mici proprio non andava giù! Una vita di rinunce per la povera titolare Erbolario che è impedita nell’avere alcun tipo di relazione a causa di Mici la Micia!
Ed infine la sua coinquilina.
Completamente rimbecillita per un ammasso di pelo d’angora, per un pugno di ossicini di razza. Ha chiesto un prestito per potersela comprare. Solo in città può succedere questo? Ramina non riesce a spiegarselo.
D’altra parte lei gli animali li ha sempre avuti: gatti che dormivano con cani e qualche gallina, il coniglio e gli uccellini. Trattati nel migliore dei modi e coccolati, nutriti e rispettati. Ma mai nessuno si sarebbe sognato di controllargli lo stato d’igiene dei loro denti o se andavano di corpo regolarmente! Queste follie cittadine nascono dalla lontananza che queste persone hanno con la natura. Giocare sul cemento invece che in campi di grano e vedere gli animali allo zoo invece che nel retro di casa fa male alla salute.
sabato
Ramina: mi si sono allungati i capelli!
Giorgia: anche a me un pochino!
Ramina: adesso mi stanno meglio
Giorgia: wow, io però mi sa che mi taglio di nuovo il ciuffo
Ramina: naaaaaaaa…dai dimmi che ti rifai la frangetta?
Giorgia: STAI SCHERZANDO?
Ramina: dai dai fatti la frangia!
Giorgia: e dopo se viene a sportellino come la tua??
Ramina: ma è colpa del parrucchiere! Ronny Spatola con la piastra in mano è molto pericoloso…
Giorgia: Vai ancora dal quel poveretto? E con quei capelli a cespuglio poi…
Ramina: va beh, lo so che per te è mostruoso, ma è all’avanguardia!
Giorgia: senti, non è certo la prima volta che ti vedo tornare a casa con un casco di banane in testa...
Giorgia: anche a me un pochino!
Ramina: adesso mi stanno meglio
Giorgia: wow, io però mi sa che mi taglio di nuovo il ciuffo
Ramina: naaaaaaaa…dai dimmi che ti rifai la frangetta?
Giorgia: STAI SCHERZANDO?
Ramina: dai dai fatti la frangia!
Giorgia: e dopo se viene a sportellino come la tua??
Ramina: ma è colpa del parrucchiere! Ronny Spatola con la piastra in mano è molto pericoloso…
Giorgia: Vai ancora dal quel poveretto? E con quei capelli a cespuglio poi…
Ramina: va beh, lo so che per te è mostruoso, ma è all’avanguardia!
Giorgia: senti, non è certo la prima volta che ti vedo tornare a casa con un casco di banane in testa...
Ramina: questa volta voglio fidarmi di lui; ha detto che è appena tornato da Londra con un sacco di idee in testa....
Ragazze milanesi, ragazze "giuste"
Ho trovato questa striscia non so dove nella rete e me la sono salvata perché mi ha ricordato tanto le conversazioni che faccio con la mia amica Giorgia, così bella e alla moda, che ha un sacco da insegnarmi a proposito di outfit e "cose giuste".
Lei addirittura se le fa da sola le t-shirt stampandoci sopra degli oggetti dell'ante-guerra che scannerizza da vecchi libri del padre e scrivendo sotto:stay up-dated.
Quanto è giusta Giorgia Soletta!
Un bacio a lei che mi legge sempre
mercoledì
venerdì
Proposte di cambiamento per l'anno nuovo oppure Prendiamo la vita con ottimismo e decidiamo di farne qualcosa di buono!
Ramina ha deciso di stilare una lista di priorità da fare nell'arco del 2007.
Se le scrive in un foglietto di carta e lo incolla sul muro sopra la scrivania, proprio di fronte al pc...dove non c'è scampo, dovrà vederlo ogni giorno!
In ordine d'urgenza Ramina deve:
1. Capire cosa fare della sua vita professionale: continuare a studiare, prendere riconoscimenti, titolazioni, master esclusivi, alte scuole di perfezionamento o iniziare a fare qualcosa di concreto?
2. Smettere di scrivere storielle di fantasia e costruire personaggi dai tragici turbamenti emotivi, ma piuttosto mettere al servizio di tutti la sua creatività e arte del narrare: scrivere per l'Italia, per il Mondo, per l'Oltremondo!! Per chiunque insomma, e non solo per se stessa!
3. Tonificare carni tremule, membra che impigriscono sul divano, arti che non si vogliono alzare dal tavolo! La palestra o la piscina, Ramina! Tonifica il corpo per sanare la mente!
4. Investire proficuamente in relazioni sociali: ovvero, se non ti trovi uno straccio di fidanzato quest'anno, non te lo trovi più! Impara a frenare la tua intransigenza verso il sesso masculo e apprezza un certo manierismo "gretto" come espressione di passionalità e sangue.
5. Controllare costantemente il suo stato ansioso: fatti innondare di ottimismo e giovialità, pensa che tutto il Cosmo ti è attorno per farti del bene! Le persone ti vogliono bene, la natura ti è
favorevole e mai e poi mai sarai vittima di complotti internazionali!
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Una storia d'intossicazione

Ovviamente puliti dentro e belli fuori.
Bevendo l’acqua che elimina l’acqua, povera di sodio ad effervescenza naturale mettiamo in moto una serie di effetti che favoriscono l’eliminazione delle scorie metaboliche.
Chissà quante scorie nocive ho in corpo senza mai essermene accorta e quanto sta soffrendo ora il mio fisico per la leggerezza d’animo con cui lo disseto! Se avessi saputo prima il segreto! Avrei bevuto tanta acqua oligominerale per depurare il mio organismo ed ora sarei stata più magra, più sgonfia, più simile alla Chiabotto!
E mia madre, se mi avesse costretta sin da bambina a bere almeno quattro litri d’acqua al giorno (così dicono i principali magazine e siti web legati alla salute fisica e al fitness) a quest’ora non correrei ai ripari con questa fretta ossessivo-complusiva e non mi vergognerei ( pur indossandoli anche di giorno) degli shorts inguinali che mi evidenziano lardelli di adipe e cellulite. Per fortuna con una botta di conti posso mettermi in pari: considerando i dieci anni persi, riesco a sistemarmi raddoppiando le dosi.
8 litri d’acqua al giorno, più la tisana lassativa della sera e una dieta a base di zuppe e verdure lesse.
Buona l’acqua.
Mi dà realmente la sensazione di pulito, di depurato, di nuovo, di bello. Non è stato difficile abituarsi, ora riesco a berne otto litri senza neanche andare troppo in bagno.
Mi libero di ogni scoria, di ogni residuo nocivo, di ogni scarto del mio corpo, di ogni avanzo di cibo, di ogni rifiuto indesiderato bevendo come una dannata, pensando solo a quello, bramandone sempre di più. L’acqua è tutto ciò che voglio perché mi fa sentire leggera, libera, depurata, agile, candida.
Eppure fisicamente ancora non vedo dei risultati: forse ne dovrei bere di più; forse durante la notte invece di perdere tempo a riposare dovrei continuare a bere, magari inserendo una cannula in bocca e abituandomi a succhiare anche nel sonno. Dovrei farlo perché forse il mio organismo ne esige di più.
E allora inizio a bere ininterrottamente.
Non ho più alcuna priorità se non quella di dissetarmi, perché ho sempre una gran sete.
Non vado più a lavoro, ma comincio a correre in una pista circolare che delimita un grande parco verde.
Ore, ore e ore; corro, corro e corro; bevendo sempre dalla mia cannula e mantenendo il ritmo, non stancandomi mai.Poi incontro mia madre. Piange e agita le mani e mi chiede di fermarmi ma io non posso, devo continuare in quello che credo, voglio depurarmi totalmente e completamente.
Sei in coma! Mi grida. Ti sei intossicata con tutta quell’acqua, hai l’encefalopatia iponatremica! Comincia a blaterare singhiozzando.
Continuo nella mia corsa ma mi volto indietro verso di lei, comincia a preoccuparmi perché si dispererà in quel modo?
E poi compare anche il mio allenatore che mi blocca accigliato. Ramina per oggi basta. Sei entrata in coma dopo due notti deliranti in cui hai avuto disfunzioni gastrointestinali, debolezza muscolare e irregolarità del battito cardiaco. Mi spiace, non posso farti più bere.
Sono allibita. Dopo tutti questi mesi d’allenamento, di determinazione e presa di coscienza, ora che ero così decisa a farmi del bene, a depurarmi, perché? Stai morendo Ramina. Ma come? La Chiabotto e tutte le Miss Italia, tutte le ragazze belle bevono tanta acqua e sui giornali c’è scritto così Belli fuori solo se puliti dentro?!?
Povera Ramina. Morta intossicata d’acqua. Deceduta perché troppo liquida. Eppure, come biasimarla? Rappresentava il target perfetto delle pubblicità martellanti che spingono a credere che l’acqua sia una specie di farmaco miracoloso e ne influenzano usi eccessivi. Gli spot, pur evidenziando le peculiarità differenti di ogni acqua, urlano un messaggio ben preciso: che non c'è crema o istituto di bellezza che tenga, l'importante, prima di tutto, è tracannarsi cisterne d’ acqua, indiscriminatamente.Bere tanto, ci dicono, deve diventare un'abitudine di tutti i giorni; ancora più importante dopo un'abbuffata o un consumo eccessivo di alcolici, per consentire all'organismo di depurarsi ed eliminare le tossine. Come se all’interno del nostro corpo si diffonda ad ogni pasto un’ondata di tossine malefiche che vengono uccise solo se le affoghiamo d’acqua. Povera Ramina. Morta per perseguire l’intento più nobile e insidioso di noi donne contemporanee: la bellezza naturale. Che disdetta, una vera sfiga. È terribile quando donne così coraggiose, che lottano con tanta risoluzione ci lasciano per una banale svista della dialettica pubblicitaria.Ma se avesse solo sbagliato marca?!
Bevendo l’acqua che elimina l’acqua, povera di sodio ad effervescenza naturale mettiamo in moto una serie di effetti che favoriscono l’eliminazione delle scorie metaboliche.
Chissà quante scorie nocive ho in corpo senza mai essermene accorta e quanto sta soffrendo ora il mio fisico per la leggerezza d’animo con cui lo disseto! Se avessi saputo prima il segreto! Avrei bevuto tanta acqua oligominerale per depurare il mio organismo ed ora sarei stata più magra, più sgonfia, più simile alla Chiabotto!
E mia madre, se mi avesse costretta sin da bambina a bere almeno quattro litri d’acqua al giorno (così dicono i principali magazine e siti web legati alla salute fisica e al fitness) a quest’ora non correrei ai ripari con questa fretta ossessivo-complusiva e non mi vergognerei ( pur indossandoli anche di giorno) degli shorts inguinali che mi evidenziano lardelli di adipe e cellulite. Per fortuna con una botta di conti posso mettermi in pari: considerando i dieci anni persi, riesco a sistemarmi raddoppiando le dosi.
8 litri d’acqua al giorno, più la tisana lassativa della sera e una dieta a base di zuppe e verdure lesse.
Buona l’acqua.
Mi dà realmente la sensazione di pulito, di depurato, di nuovo, di bello. Non è stato difficile abituarsi, ora riesco a berne otto litri senza neanche andare troppo in bagno.
Mi libero di ogni scoria, di ogni residuo nocivo, di ogni scarto del mio corpo, di ogni avanzo di cibo, di ogni rifiuto indesiderato bevendo come una dannata, pensando solo a quello, bramandone sempre di più. L’acqua è tutto ciò che voglio perché mi fa sentire leggera, libera, depurata, agile, candida.
Eppure fisicamente ancora non vedo dei risultati: forse ne dovrei bere di più; forse durante la notte invece di perdere tempo a riposare dovrei continuare a bere, magari inserendo una cannula in bocca e abituandomi a succhiare anche nel sonno. Dovrei farlo perché forse il mio organismo ne esige di più.
E allora inizio a bere ininterrottamente.
Non ho più alcuna priorità se non quella di dissetarmi, perché ho sempre una gran sete.
Non vado più a lavoro, ma comincio a correre in una pista circolare che delimita un grande parco verde.
Ore, ore e ore; corro, corro e corro; bevendo sempre dalla mia cannula e mantenendo il ritmo, non stancandomi mai.Poi incontro mia madre. Piange e agita le mani e mi chiede di fermarmi ma io non posso, devo continuare in quello che credo, voglio depurarmi totalmente e completamente.
Sei in coma! Mi grida. Ti sei intossicata con tutta quell’acqua, hai l’encefalopatia iponatremica! Comincia a blaterare singhiozzando.
Continuo nella mia corsa ma mi volto indietro verso di lei, comincia a preoccuparmi perché si dispererà in quel modo?
E poi compare anche il mio allenatore che mi blocca accigliato. Ramina per oggi basta. Sei entrata in coma dopo due notti deliranti in cui hai avuto disfunzioni gastrointestinali, debolezza muscolare e irregolarità del battito cardiaco. Mi spiace, non posso farti più bere.
Sono allibita. Dopo tutti questi mesi d’allenamento, di determinazione e presa di coscienza, ora che ero così decisa a farmi del bene, a depurarmi, perché? Stai morendo Ramina. Ma come? La Chiabotto e tutte le Miss Italia, tutte le ragazze belle bevono tanta acqua e sui giornali c’è scritto così Belli fuori solo se puliti dentro?!?
Povera Ramina. Morta intossicata d’acqua. Deceduta perché troppo liquida. Eppure, come biasimarla? Rappresentava il target perfetto delle pubblicità martellanti che spingono a credere che l’acqua sia una specie di farmaco miracoloso e ne influenzano usi eccessivi. Gli spot, pur evidenziando le peculiarità differenti di ogni acqua, urlano un messaggio ben preciso: che non c'è crema o istituto di bellezza che tenga, l'importante, prima di tutto, è tracannarsi cisterne d’ acqua, indiscriminatamente.Bere tanto, ci dicono, deve diventare un'abitudine di tutti i giorni; ancora più importante dopo un'abbuffata o un consumo eccessivo di alcolici, per consentire all'organismo di depurarsi ed eliminare le tossine. Come se all’interno del nostro corpo si diffonda ad ogni pasto un’ondata di tossine malefiche che vengono uccise solo se le affoghiamo d’acqua. Povera Ramina. Morta per perseguire l’intento più nobile e insidioso di noi donne contemporanee: la bellezza naturale. Che disdetta, una vera sfiga. È terribile quando donne così coraggiose, che lottano con tanta risoluzione ci lasciano per una banale svista della dialettica pubblicitaria.Ma se avesse solo sbagliato marca?!
Spunti per la riflessione
v Almond CSD et al. Hyponatremia among Runners in the Boston Marathon.
v Spot pubblicitari Acqua Vera, Lete, Rocchetta, Ferrarelle, Vitasnella.
v Spot pubblicitari Acqua Vera, Lete, Rocchetta, Ferrarelle, Vitasnella.
Chi vuol sapere altro
v Giuseppe Altamore Qualcuno vuol darcela a bere ed. Fratelli Frilli Editori — 14,00 euro
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