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giovedì

All night party with Piero Mestolo

Questa è una settimana importante. Non sbagliare Ramina, sii sempre pronta.

Lo sono. Sono una bomba ad orologeria e questa notte esplodo. Non posso sbagliare se sono con Piero l'uomo della notte, l'uomo giusto delle serate giuste, l'uomo che apre le acque di ogni coda davanti ad un locale.
Siamo noi i più belli. E ci siamo proprio tutti. Giorgia con tre metri di gambe e un grandissimo pallone appresso, Piero e un paio di Persol, io con le mie giacchine minimal, B, G, C, e quelli di Zero. Tutto è stato accuratamente studiato a tavolino. L'aperitivo - a cui arrivo in ritardo con ancora i segni della fascia anticervicale sulla fronte - mi distende i muscoli che ho tormentato in palestra e dopo due Americani sono in splendida forma.
Andiamo al Castello perché vogliamo sconvolgerci di luci. C'è un sacco di gente, alcuni vip che passeggiano tra di noi, moltissime ragazze belle. Piero scherza su Elio Fiorucci e ci fa ridere.
Poi arriva Sgarbi e lì per lì non abbiamo la battuta pronta. Peccato perché camminava proprio come Napoleone con una mano sullo stomaco, ma Piero non ha detto nulla.
Infine l'apogeo. Capitiamo quasi per caso in un bar dal nome ignobile e gremito di gente. Ci fermiamo per una bevuta.
Attacco bottone a destra e a manca.
Conosco un francese che parla inglese meglio di me: l'aggredisco e scanzono la sua r moscia.
Si gira dall'altra parte e mi dice di schiena qualcosa in francese che può tradursi così: poveretta vatti a casa! Dopodiché, non ancora stanca del sapore internazionale che aveva preso la serata, m'intrattengo con uno svedese ed un birmano a parlare di piatti tipici milanesi. Dopo aver ripetuto cotoletta una decina di volte esaurisco le idee e me ne vado.

Θ

E' magnifico come ridiamo di gioia in certe piccole frazioni di secondo.
Io la vedo negli occhi dei miei amici la felicità e quando sfreccio per le vie di Milano su uno Scarabeo senza ammortizzatori con una scodella in testa, so di averne un pò anch'io sulle pupille.

Buonanotte.

Una brutta giornata per Giorgia Soletta

Abbiamo un tavolo prenotato.
Sig. ina Soletta? Sì, perfetto, quello che dà sulla vetrata.
Giorgia e il bel Giammarco si siedono uno a fianco all’altro.
Giammarco è il responsabile Risorse Umane della DirectCom dove Giorgia stamattina ha fatto un colloquio di lavoro.
Dopo aver realizzato che la posizione d’assistente al direttore commerciale consisteva nel tenere in ordine il suo ufficio e preparargli il pranzo, Giorgia ha cercato di sviare la conversazione verso lidi più proficui, in modo che quel colloquio dai risvolti poco entusiasmanti potesse diventare quantomeno stimolante sul lato umano.
Così lei prima di arrivare qui faceva il grafico pubblicitario? – scodinzola con le sopracciglia – la pubblicità mi ha sempre incuriosita…si possono esprimere così tante emozioni usando solo poche parole, vero?

E così la sera stessa si fa portare a cena per continuare la piacevole chiacchierata della mattinata.
Non c’è nulla da dire: sicuramente tutto dipende dai primi 30 minuti della giornata: l’attitudine con cui ci si scaraventa sulla sveglia, il grado d’angoscia con cui ci si allunga a recuperare le ciabatte da sotto il letto, la gioia di rivedere le croste dei piatti della sera prima.
Se il mio mantra mattutino è Questo è il momento perfetto per agire Ramina! L’intero creato tesse delle trame segrete per inondarti di felicità, il suo è Ottimizza i tempi per raggiungere i tuoi obiettivi velocemente e sorridi.
Infatti sorride e si gode la novità di un’improbabile serata riuscita.
Giammarco è proprio uno di quei fighi da limonarsi in pubblico, dente luminescente e look pettinato con barba al secondo giorno che fa molto io mi prendo alla leggera. In realtà è tutto bello e lavato, depilato e agghindato con catene sobrie che si scorgono tra le pieghe della camicia e la canotta della salute.
La Giorgia, poi, non è da meno. Stirata nei suoi 167 centimetri e raggiante e loquace con il suo frizzare di ciglia che di certo non ti fa distogliere lo sguardo.
- che belle mani che hai, adoro la pelle liscia delle donne –
- ma come sei simpatico, ahahah, mi piacciono gli uomini che mi fanno ridere –
- di primo impatto mi sembravi una ragazzina ed invece parli come una donna
e sei così elegante nei modi e sofisticata nel linguaggio –
- anch’io amo lo strutturalismo visionario di Schifano! Domenica
andiamo in Triennale assieme -
- sì che bello, wow, dai… -
- huhuhuhu, no, cosa dici? –
- hihihihihihi –

Dopo una serie indefinita di gridolini e respiri profondi col petto, Giorgia avverte un problema. Laxotan: 2 pasticche, brodo di prugne a pranzo + uno spiffero bastardo nel fondoschiena scoperto.
Deve farne un po’ altrimenti si gonfierà fino ad esplodere.
È un risolino continuo attorno a quel tavolo, lei ride di lui lui di lei, neanche se ne accorgerà.
Tenta un’evacuazione lenta ma progressiva: per non fare il botto. Le sembra che siano quei peti silenziosi, tipici di chi si è imbottito di lassativo, non faranno rumore, ne puzza. Lei non puzza mai con quelle.
Ok, adesso vado, tanto è una di quelle calde e mute.
Invece no. Cazz…che sfiga!!
Esce fuori strombettando per alcuni secondi.
- Scoreggino? Ahahahahahah - Giammarco ride come un pazzo.

Se la ride pesantemente e non smette più. Sbatte il tovagliolo sul tavolo, sposta le gambe su un lato, si piega su se stesso e continua a ridere, ride mentre le allunga una mano in segno di cordoglio, ride ride e ride come un deficiente mentre Giorgia è bordeaux di vergogna e nello stomaco le budella si gonfiano di bile e vorrebbe esplodere e sfondare la dentatura di quel rincoglionito a scoreggiate perché un affronto così grande non gliel’avevano mai fatto, tantomeno un uomo che in meno di un’ora si sarebbe portata a letto, ma quello lì no, quell’idiota che ancora continua a ridere mentre lei non ride più ed è seria ora, le ha veramente rotto il cazzo, il cafone che ride per una piccola scoreggia, l’animale sguaiato che ride per una piccola scoreggia di dieci minuti fa, lo screanzato che non smette ancora.
Continua a ridere come se non ci fosse un domani.

sabato

Ramina: mi si sono allungati i capelli!
Giorgia: anche a me un pochino!
Ramina: adesso mi stanno meglio
Giorgia: wow, io però mi sa che mi taglio di nuovo il ciuffo
Ramina: naaaaaaaa…dai dimmi che ti rifai la frangetta?
Giorgia: STAI SCHERZANDO?
Ramina: dai dai fatti la frangia!
Giorgia: e dopo se viene a sportellino come la tua??
Ramina: ma è colpa del parrucchiere! Ronny Spatola con la piastra in mano è molto pericoloso…
Giorgia: Vai ancora dal quel poveretto? E con quei capelli a cespuglio poi…
Ramina: va beh, lo so che per te è mostruoso, ma è all’avanguardia!
Giorgia: senti, non è certo la prima volta che ti vedo tornare a casa con un casco di banane in testa...
Ramina: questa volta voglio fidarmi di lui; ha detto che è appena tornato da Londra con un sacco di idee in testa....