domenica

Avere 102 anni e non sentirli

E’ rimasta a noi la casa grande. Non interessa a nessuno vivere qui, solo a me e alla nonna Igia che abbiamo deciso di non spostarci di un millimetro da questo posto. Amiamo il paese.
Io sono scemo, dicono, la nonna Igia, che ha l’alzheimer, dice che non sono scemo, faccio solo fatica a parlare e se la gente non mi capisce devo dirglielo cantando.
Ma a me non mi piace cantare e non sopporto nemmeno la Igia quando lo fa. Lei canta e fischia tutto il giorno. Se siete di qui lo sapete, sennò no, ma un tempo, prima della malattia, era una celebrità.
La nonna cantava alle feste dell’Unità e nelle balere e il suo nome stava su tutti i cartelloni lungo le strade. Mi ricordo ancora, anche se ero molto piccolo, i preparativi prima della serata.
La Igia andava dal parrucchiere e ci stava un pomeriggio intero, poi si chiudeva nel camion dietro al palco e si metteva l’abito con le perline.
Mia mamma aiutava in cucina a preparare i ciccioli, i cappelletti e le piadine.
Io e il babbo andavamo su e giù con la vespa e aiutavamo quelli del palco e il prete.
Per alcuni anni abbiamo avuto anche i baracconi e si doveva sempre litigare con gli zingari per fargli abbassare la musica quando la nonna cantava.
Perchè la nonna prima era uno schianto di donna. Eh sì che cantava eccome se cantava!
Provate a chiedere a qualcuno del paese o al prete, chiedete: conosci la Igia? Eh certo, se uno non è proprio scemo come me, che c’ha dei problemi mentali e lo chiamano ritardato, allora se la ricorda la Igia!
Vi racconto solo quest’ultima cosa di lei, poi parliamo di quella mattina che è arrivata la neve.
La nonna Igia è stata l’amante di Secondo Casadei per tanti anni. Lui era vecchio, lei ancora una bambina. Una sera erano a suonare alla festa di San Vicinio e c’era un sacco di gente.
C’era l’orchestra pronta sul palco, mancava solo Renzo, il pianista, che si era ubriacato e ora non si trovava più.
La nonna Igia disse che non avrebbe cantato senza l’accompagnamento del Renzo... insomma, da sotto il palco si era radunata molta gente che voleva sentire la banda. Qualcuno fischiava e si lamentava e gridava: “Lè tri ori ca sem a que!”
La Igia aveva un vestito lungo fino a dietro le quinte e si muoveva come un serpente su e giù, fingendo di sorridere e raccontando delle barzellette per intrattenere, intanto che qualcuno andava a cercare Renzo. Secondo Casadei era tra la gente con la sua famiglia. Quando la vide rimase fulminato.
Figuriamoci quando la sentì cantare! Fu una serata magnifica perché Renzo era fradicio e diede il meglio di sé con il piano. La Igia sembrava la Callas.
In paese tutti la volevano sposare.
Il giorno dopo Secondo chiamò la madre e le disse che voleva sposare sua figlia.
Che matto! Lui aveva già una moglie e in paese non si poteva far venire fuori una notizia così. La madre della Igia gli attaccò il telefono in faccia e proibì alla figlia di frequentarlo.
Si vedevano di nascosto di notte e per alcuni anni fecero delle tourné assieme. Tutti lo sapevano che erano amanti, ma lui non si decideva a lasciare la moglie e sposare la Igia. Uno scandalo! Persino il prete alla Messa disse che non si potevano avere una moglie e un'amante insieme! Che vergogna per la Igia...
Secondo era innamorato di lei, questo io l'ho visto con i miei occhi, e le diceva: “Un inverno che fa una neve grossa prendiamo il camion e ci andiamo a sposare a Las Vegas”.
Al paese la neve la fa tutti gli anni, a volte poca roba, altre volte ne scende davvero tanta.
Io credo che la Igia si è ammalata così, ad aspettare la neve guardando fuori dalla finestra.
E' finita che non l’ha sposata nessuno.
Non che non avesse pretendenti, ma lei ha rifiutato tutti.
Forse aspetta ancora che Secondo arrivi con il camion.
Io non le dico niente alla nonna che lui è morto da un pezzo.
Ogni volta che arriva la neve io preparo la tavola con la tovaglia buona e accendo la musica.
Lei si mette a cantare anche se non sa più le parole, io sopporto e la ascolto tutto il giorno e mentre lei canta sto di vedetta alla finestra, mentre lei mi chiede continuamente:
“Lè arrive?”
“No nona, ul nè arrivè, te speta speta, che prema ad sera u arriva”.
La casa è grande e ci viviamo solo io e la nonna Igia che domani compie 102 anni. 


 

1 commento:

clodia ha detto...

sono commossa