lunedì

Italiano per principianti

Cara signorina Ramina,
ho letto la sua lettera, non poi così lunga.

La ringrazio per i complimenti. Le confesso che di solito leggo distrattamente le email come la sua, di coloro che mi contattano per lavorare con la nostra redazione e pensano che arrivando a me possa essere più facile.
Nel suo caso, c'è stato un problema di sistema che mi ha bloccato il pc proprio mentre aprivo la sua email e impossibilitato ad ogni azione sono stato costretto a leggerla.

Le sue parole mi hanno toccato. Dunque, lei sogna di fare la giornalista. Ora è una freelance in cerca di un albero sotto cui riposare. E poi la sua lettera: è davvero divertente. Tutta quella storia sui monaci sufisti e di come si è curata nella giungla con l'essenza dei fiori, ammirevole.
Ma come le è venuto in mente? E' un nuovo stratagemma del marketing che ha letto su Donna in Forma? Ad ogni modo Ramina lei mi ha proprio colpito.
Adesso mi ascolti e faccia tutto quello che le dico. Facciamo (insieme, la coinvolgo come allieva principiante) un’analisi dello stile.

Comincio col dirle che ci sono degli aggettivi e qualche complemento avverbiale curiosi, nella sua lettera. Per prima cosa partiamo dalla fine:
  1. non so se la mia risposta è, o debba essere, gradevole: al massimo può essere gradita.
    Quindi per i curriculum che invierà in futuro non scriva mai più In attesa di una sua gradevole risposta. Nessuno è interessato a rendersi gradevole ai suoi occhi.



  2. la parola "rindondante" non esiste. Ne esiste una simile che è ridondante e significa eccessivamente ricco e anche sovrabbondante. Non esiti a dimenticarla quando scrive ad un editore, non è funzionale alla causa.



  3. infine sappia che il linguaggio pulito diretto e informale è preferito a quello accademico e stitico dei saputelli da salottino; pertanto scriva pure sarebbe bello farci una chiacchierata, ma in modo corretto, includendo quella piccola i centrale.
Questa è la mia interpretazione della sua situazione: non si tratta né di sociologia, né di geografia antropica, tanto meno di psicologia (Jacques Lacan diceva che la psicologia è come la Rue Soufflot a Parigi, che parte dal Panthéon in discesa, e arriva dentro al commissariato di polizia).
Noi facciamo puro stile.
Non indulga nella commiserazione e si tiri su le maniche.
E quando è pronta, mi scriva.
Sarò sotto lo stesso albero.


Cordialmente,
GDM

1 commento:

clodia ha detto...

forse è proprio ora che senza timori e utopiche illusioni ci cerchiamo un'attività di sfruttata stagista, ma almeno nel settore che sentiamo nostro.
Potrebbe rivelarsi un modo di capire quale sia l'obiettivo e accendere la voglia di raggiungerlo, potrebbe anche rivelarsi un tentativo di conoscere meglio se stessi e giungere alla conclusione che non è quello che vogliamo... chissà...potremo capire ciò che siamo solo provando.

un bacio mina!!!